PORTO  ALEGRE

 

Di  Ilaria Palomba

 

 

Album immagini

 

 

INTRODUZIONE

 

 

 

 

 

 

Il processo di globalizzazione, o forse dovrei dire di Americanizzazione, che tende a eliminare lf individualitaf e cancellare la cultura specifica dei popoli  del mondo per uniformarli allf economia e alla società concorrenziale Statunitense, è in continua evoluzione.

Se anche non è possibile fermare tale processo, perché significherebbe tornare allf epoca pre-industriale, è però possibile lottare per una mondializzazione che tenga conto di tutte le culture nella propria specificità e che non generi questa concorrenzialità sfrenata , pronta a fare qualunque tipo di razzia per affermare il primato della propria economia, che la società liberistica ci impone.

La schavizzazione dei Paesi poveri e di quelli in via di sviluppo ha origine nella seconda fase della colonizzazione europea.

La formazione degli imperi coloniali garantì allf Europa il controllo sugli altri continenti, le cui deboli strutture economiche vennero distrutte (le colonie divennero mercati di sbocco dei prodotti dellf industria europea).

Pur essendo indipendenti, molte delle ex colonie continuarono ad essere sottoposte a decisioni economiche prese altrove. I prezzi dei loro prodotti vengono stabiliti dalle borse dei Paesi industrializzati. In questo modo si sono maggiormente impoveriti e hanno visto nel prestito internazionale una grande opportunità.

Negli anni settanta le banche (grazie al boom dei petroldollari) hanno offerto a questi Paesi prestiti molto vantaggiosi. Negli anni ottanta una crisi di solvibilità da lf avvio alla scelta delle banche di trasformare in rate il debito con la richiesta di interessi più elevati. In questo modo i Paesi meno avanzati e i Paesi in via di sviluppo si sono altamente indebitati e subiscono da parete dei Paesi ricchi il neocolonialismo.

 

 

 

Credo che il debito internazionale non solo sia da cancellare (proposta HIPfS inictiative mai attuata), ma non esista : perché nel corso della prima fase coloniale  (XVI- XVII sec.) lf Europa ha schiavizzato i Paesi colonizzati e li ha privati di materie prime ad un prezzo di gran lunga superiore a quello dei prestiti internazionali.

Controllo sfruttamento di risorse e manodopera dei Paesi poveri, per la cancellazione del debito internazionale, contro lf economia globalizzata e unilaterale, contro la ef guerra preventivaff , contro gli otto grandi Paesi industrializzati che si arrogano il diritto di decidere le sorti di tutto il resto del mondo, contro il pensiero unico, si sono formati movimenti di controinformazione e protesta come Forum Sociali Mondiali.

 

 

 

 

 

 

Il campeggio dei giovani a Porto Alegre

 

 

 

 

 

 

PORTO ALEGRE  2001

 

 

 

I movimenti dei Social Forum hanno unito varie realtà politiche (dai marxisti agli anarchici, dai disobbedienti ai cattolici) tutte unite nella lotta contro il liberismo.

Il primo Forum Sociale Mondiale si è svolto a Porto Alegre, Paese del sud del mondo (quindi caratterizzato da forti ingiustizie sociali) dovf erano già presenti Movimenti Popolari,inoltre si tratta di una città con larga esperienza in democrazia. Lfiniziativa di Porto Alegre nasce per dare continuità a quelle anti-Davos (Davos era il posto dove si svolgeva il Forum mondiale del Commercio) già in atto ma di portata più limitata.

Lf incontro di porto Alegre ha come scopo principale quello di porre lf interesse della società al centro del sistema di governo e non gli  interessi dellf economia e della finanza.

Miguel Rossetto, vice-governatore del Rio Grande  do Soul, davanti circa 200 delegati dei Movimenti Sociali dei Quattro Continenti, espose le grandi linee del FSM e invitò i presenti a mobilitarsi in un Comitato Internazionale di sostegno per assicurare il successo.

Aperto il 25 gennaio 2001, nello stesso giorno di Davos, il primo FSM aveva una portata gigantesca. Più di 53.000 partecipanti di 131 Paesi, 15.230 delegati di 4909 organizzazioni ed associazioni, 2.400 giornalisti accreditati ed un numero imprecisabile di visitatori sfuggiti alla registrazione hannop riempito le strade di Porto Alegre, le aule dellf Universitaf (con oltre 800 incontri, seminari, conferenze, assemblee),le sale dei teatri, lf anfiteatro dei concerti, per incontrarsi, discutere ed effettuare proposte sotto lo slogan g un altro mondo è possibileh.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PORTO ALEGRE 2002

 

 

 

Un imponente corteo di oltre centomila persone ha aperto nel pomeriggio del 1/2/2002, il secondo Forum Sociale mondiale a porto Alegre.

Rispetto al primo FSM, si è assisitito al passaggio da g eventoh a g movimentoh.

Dopo gli avvenimenti di Genova e di Firenze, lf interesse è cresciuto e le proposte, per una globalizzazione più giusta, aumentate.

 

Le conferenze della prima giornata di Porto Alegre, hanno affrontato principalmente i temi della produzione e dellf organizzazione del lavoro su scala mondiale in cui i poveri vengano difesi, e venga proposta una democratizzazione economica e politica rafforzando i sindacati di tutto il mondo; riaffermare lf attività dei sindacati anche a livello sociale in modo da sensibilizzare su tematiche quali i diritti umani, commercio equo e solidale, giustizia sociale, lotta contro le disuguaglianze; costruire alleanze tra settori in modo da costituire un movimento globale della società civile; creare unf alternativa globale al g consenso di Washintonh e promuovere una g cittadinanza globaleh, favorendo anche una globalizzazione dei diritti civili.

Promuovere una politica egualitaria di redistribuzione delle risorse (e dei fondi pubblici ai poveri) al posto dellf odierna gerarchia; continuare la lotta della società civile a livello locale, ma lottare anche per idee globali; creare iniziative che permettano ai lavoratori di identificarsi con le finalità dei sindacati; creare legami tra i sindacati mondiali del nord e del Sud evitando le prepotenze. Cf è stato un importante dibattito contro la globalizzazione liberista che concede al 20% della popolazione di detenere lf 80% delle risorse e delle ricchezze mondiali. In questo modo è praticamente impossibile evitare le guerre fatte contro i Paesi poveri per permettere ai Paesi ricchi di continuare a sfruttarli, ponendo a capo del loro stato autarchie filoamericane.

Nicola Bullard (Focus on the global south Tailandia) propone delle alternative alla globalizzazione liberista a partire da alcune affermazioni di Plinon; la prima cosa da cambiare (propone) per unf altra concezione della globalizzazione, devf essere il rispetto di tutte le culture e unf economia al servizio dellf uomo. Quindi rassegnare agli Stati il controllo delle loro politiche di gestione dei capitali, rafforzare il controllo dei mercati ed infine una riforma radicale dellf architettura attuale delle istituzioni finanziarie internazionali.

 

Durante la seconda giornata di Porto Alegre, tra cortei e concerti, gli argomenti maggiormente trattati nelle conferenze, hanno riguardato il problema della ridistribuzione delle risorse, dellf esauribilitaf dellf acqua, ma soprattutto della cultura:

Martin Khor ha esposto che nel quadro del WTO sono presenti tre aspetti principali: gli accordi sugli investimento, quelli sul commercio, quelli sulla proprietà intellettuale.

Questf ultimo non  solo è un principio inaccettabile, ma è in totale contrasto con la logica del libero scambio.

 

 

Le alternative si sono configurate su tre livelli: ad un livello utopico ci si auspica una società in cui lf innovazione cresce sistematizzata e resa pubblica, dove è necessario

riaffermare lf importanza e la superiorità dellf elemento vivente rispetto alle macchine; è necessario riconoscere la biodiversità come diritto fondamentale dei popoli, le risorse costituiscono un patrimonio dellf umanità che spetta allf insieme della società, in cui sia possibile respingere ogni monopolio.

Ad un livello a medio termine, si parla di rivedere radicalmente gli accordi sulla proprietà intellettuale, proteggere il nesso tra produzione e riproduzione dellf elemento vivente nellf attività agricola, battersi contro la cartellizzazione in fatto di innovazione scientifica e tecnologica, riconoscere il debito che gli Stati uniti e lf Europa hanno nei confronti del Terzo Mondo, consentire il libero accesso ai programmi informatici per garantire la condivisione ed il miglioramento ed estendere tale lotta ad altri ambiti; aumentare il finanziamento pubblico della ricerca.

Ad un livello a breve termine, ci si è proposto di lottare per impedire agli USA e allf unione europea di imporre regolamentazioni della proprietà intellettuale negli accordi di glibero scambioh, sviluppare campagne di sensibilizzazione civile a breve scadenza nel campo dellf agricoltura. Favorire il miglioramento dellf agricoltura convenzionale ( anzicchè incoraggiare la ricerca di soluzioni genetiche), ottenere il riconoscimento dei diritti degli agricoltori al miglioramento delle risorse naturali; opporsi ai brevetti dei programmi informatici.

 

 

 

 

Il 3 febbraio, terza giornata del FSM, una parte del movimento (soprattutto giornalisti) si è diretta verso un insediamento di terre occupate con invasione pacifica (alla periferia di Porto alegre) in attesa di riconoscimento da parete delle autorità locali.

Qui vivono 1100 bambini; 95 famiglie di disoccupati (soprattutto provenienti dalle città) che hanno formato una comunità di contadini e pastori.

 

 

 

Allfinterno del Forum, le conferenze continuavano ad affrontare il tema della cultura ed introducevano quello sulla guerra, soprattutto riguardo la questione Palestinese  e quindi dellf importanza di creare una cultura della Pace basata sul rispetto dei diritti umani , che tenga conto delle diverse concezioni e pratiche culturali; promuoveva quindi la risoluzione dei conflitti connessi ai differenti fondamentalismi.

Le proposte sono state:

-sostenere progetti che promuovano lf istruzione nella lingua madre e il plurilinguismo;

-lottare per evitare che la cultura Occidentale affermi la sua supremazia sulle altre;

-evitare che in nome di culture tradizionali si accettino atteggiamenti che opprimano donne e bambini.

Il Forum Sociale Mondiale si propone di accogliere al suo interno un forum permanente dei popoli e delle comunità autoctone; di favorire la g decolonizzazioneh culturale; di promuovere il rientro nei Paesi df origine dei beni culturali; di creare un

nuovo coinvolgimento nelle città di spazi pubblici dedicati alla cultura e valorizzarli (in alternativa alle industrie culturali).

Ef ovvio che contro tutte le guerre, specialmente quelle del g ricco sul poveroh è la cultura e la mentalità di fondo che devono cambiare: oltre a continuare la mobilitazione contro la guerra, il FSM si ripropone di creare una serie di iniziative culturali che propongano alternative alla guerra e quindi fare controinformazione illuminando anche i settori ed i paesi che sembrano essere stati cancellati dal mondo e dimenticati dagli uomini.

 

 

Il 4 febbraio ultimo giorno del FSM ef stato dedicato alle donne

 

Tantissime donne di quattro continenti diversi sono riuscite a comunicare tra loro, a prendere la parola e unite nella lotta contro il liberismo,( ognuna da suo punto di vista ) hanno sottolineato le ingiustizie e le violenze sulle donne ed hanno proposto un piano di alternative a tali ingiustizie.

Il giorno precedente si era svolta unf assemblea plenaria sul tema gcultura della violenza, violenza domesticah. Sono state raccontate storie vere di ragazze e donne vittime di ingiustizia domestica; ad esempio si è parlato della condizione della donna in Brasile, dove le famiglie sono numerosissime, vige la povertà, non cfè abbastanza cibo per sfamare tutti i figli e, senza un uomo, la donna è destinata a perdere il posto di lavoro. In India la condizione della donna è tragica: sono considerate esseri inferiori, anche dalla stessa religione; ogni giorno cinque donne vengono ustionate al volto con il vetriolo per questione inerenti la dote ed i rapporti interni al sistema parentale.

Nel sud-est asiatico vige il problema della prostituzione e della vera e propria schiavitù delle donne: qui sono vittime del commercio sessuale circa 70.000 tra donne e bambini.

Il capitalismo è così riuscito ad applicare la logica della merce ai bambini, alle pulizie, al tempo libero, allf amore, al sesso. In questo modo si arriva ad alienare soggetti inalienabili.

 

 

Inoltre anche in Europa lf emancipazione femminile non ha ancora raggiunto livelli tali da liberarsi dai modelli arcaici. Le donne (anche in Europa) sono ,spesso, fortemente sfruttate sul posto di lavoro; più di 3.000.000 di lavoratrici sono annualmente oggetto di molestie sessuali.

La proposta delle donne è soprattutto quella di rifiutare la logica liberista che vuole piegare (anche loro) alle gerarchie imposte dal commercio.

Impegnarsi per costruire un piano di lavoro e di lotta contro le violenze sulle donne, per lf emancipazione e la democrazia.

Portare la democrazia non vuol dire imporla (ciò è già una contraddizione) uniformando tutto il mondo al modello statunitense, bensì saper  gcrescereh partendo dalle proprie diversità e lottare per una globalizzazione più giusta che tenga conto di queste ultime.

Per la prima volta a Porto Alegre, donne, ragazzi, uomini, si sono sentiti veramente tali e non schavi della logica del commercio e quasi hanno gdimenticatoh che il 90% della produzione audiovisiva è Statunitense , comunicando nelle loro lingue e scambiandomessaggi di vera cultura

 

                                                

 

 

 

 

        

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

PORTO ALEGRE- Il Forum Sociale Mondiale

Claudio Impiglia e Thomas Bendinelli

Feltrinelli –aprile 2002

 

IL MONDO- Aree, Popoli,Culture

Istituto geografico De Agostani  edizione 1999

Coordinamento editoriale: Carlo Guaita.

 


Siti Iternet consultati

www.attac.it

www.31febbraio.org